Era il primo aprile del 1977 quando un articolo del quotidiano inglese The Guardian presentava, in uno speciale di sette pagine, un lungo reportage sul piccolo stato di San Serriffe. Era la prima volta che quell'arcipelago remoto balzava agli onori della cronaca, ma da allora un crescente interesse del giornalismo occidentale Si è rivolto verso le attività e la vita di San Serriffe. Nel 1978, nel 1982 e ancora nel 1999, The Guardian ha dedicato molto spazio alle corrispondenze da quello stato.
Era il primo aprile del 1977 quando un articolo del quotidiano inglese The Guardian presentava, in uno speciale di sette pagine, un lungo reportage sul piccolo stato di San Serriffe.
Era la prima volta che quell’arcipelago remoto balzava agli onori della cronaca, ma da allora un crescente interesse del giornalismo occidentale Si è rivolto verso le attività e la vita di San Serriffe. Nel 1978, nel 1982 e ancora nel 1999, The Guardian ha dedicato molto spazio alle corrispondenze da quello stato.

Vi ho detto che sono un graphic designer?

Fino a giugno 2014 ho lavorato presso un’agenzia, oggi lavoro per conto mio. Dovrebbe potersi dire così ^_^ ma si dice che io lavoro da freelance.

Quando sei un grafico, sia che tu lavori in agenzia sia che tu sia un libero professionista, hai a che fare con una grande varietà di persone, di ogni tipo.

Vengono tutti a te con una grande idea; hanno tutti paura che gliela ruberai; sperano tutti di diventare milionari; tutti conoscono qualcuno che sarebbe più che felice di fare il lavoro che stai facendo tu, ad un prezzo più basso, ma non ci vanno, no restano con te.

Il mio sogno è di avere come cliente l’idraulico, non so l’imbianchino… persone che sanno cosa fare nella vita, sanno qual’è il proprio lavoro, ed il più delle volte conoscono le loro capacità ed i propri limiti.

I clienti dalle grandi idee invece sono diversi, purtroppo sono pochi quelli che arrivano a me con una vera idea, hanno più che altro un sentore, non sanno bene cosa vogliono fare, sanno solo che sarà un successo.

Alle volte è vero, la loro idea sarà un successone, altre volte invece la loro idea già è stata un successone, per altri, e tu devi stare lì a spiegare che potrebbero incappare in beghe legali anche serie.
Spiegare che non si può copiare un naming, che non si può prendere libera ispirazione per un marchio o per delle illustrazioni è davvero difficile.

Intendiamoci: puoi prendere ispirazione da Dante per fare un logo/marchio, ma non puoi copiare un quadro di Dalì ed usarlo come logo. Questi sono casi paradossali, ma ecco, non puoi copiare, rubare immagini, sovrapporti ad un competitor usando il nome, il font ed altri dettagli per soppiantarlo.

Ci sono leggi che proteggono l’inventiva, per fortuna direi.

Spiegarlo ai più è davvero difficile, molti pensano che nessuno lo noterà, che nessuno farà mai il collegamento, perchè questa è una genialata che hanno pensato loro. In realtà ci penseranno, lo scopriranno e ti faranno contattare dal loro legale di fiducia.

In genere le società strutturate hanno personale apposito che verifica che non si usino le loro immagini, o che non si faccia un’associazione troppo “facilona” tra la loro realtà lavorativa ed un’altra.

Le realtà non strutturate, per dire i fenomeni virali, hanno una marea di followers che li contattano, che cinguettano, che dicono cose come: “ho visto la tua nuova attività su questo sito…”
Oppure: “perchè non stai pubblicizzando sui tuoi social la tale genialata che stai presentando su quell’altra?”
Ed ecco che in ogni caso fioccano avvocati.

Questo è solo un motivo, tra i tanti, che dovrebbe spingere un imprenditore, o uno startupper, a ricorrere ad un professionista.

Nel mio caso sono sia startupper che professionista, e posso solo invitarvi a non rivolgervi a graphic designer da 30 euro a marchio, da 50 euro a sito web.
Se un preventivo di un professionista vi pare alto, dovete pensare a quanto sarà alta la parcella del vostro legale di fiducia.

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