Tiene un blog, ha scritto un libro.

Ha un canale you tube, ha scritto un libro.

Speaker radiofonico, ha scritto un libro.

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Riflettevo giusto ieri sera su cosa resterà della letteratura degli anni 2000.
Le case editrici oramai sono il businness, stampano ciò che vende, e decidono cosa si vende con la pubblicità, e pubblicare un autore che ha già un vasto pubblico significa avere già qualcuno che compra.

Si parla molto delle case editrici a contributo, dove l’autore paga per essere pubblicato, ci sono stati parecchi servizi televisivi, soprattutto IENE, che spiegavano come queste case editrici non leggessero i manoscritti, li pubblicassero e basta.
Quello che mi chiedo è quanto queste case editrici sono diversi da un’altra che non chiede contributi, ma comunque si aspetta che l’autore porti “gente” alle presentazioni, e che magari si compri un paio di copie del libro.

In casa editrice purtroppo si devono fare certi conti:

  • quanti libri comprerà l’autore stesso? (alcuni lo dicono subito “che mi mette da parte 15 copie, sa per i miei amici, ovviamente le pago”)
  • è una persona conosciuta? (significa in genere che i “fan”comprino il libro)
  • abbiamo qualcuno che ne parli in tv oppure alla radio?
  • abbiamo contatti su giornali di “settore” che possa farci una recensione
  • quanto è vendibile? (questo segna il numero di copie da stampare, ma se sopravvaluti la capacità di vendita poi ti ritrovi con i libri sul groppone, meglio fare una ristampa)
  • argomento di attualità che strizza l’occhio alla “maggioranza” (questa maggioranza varia, alcuni libri si pubblicano anche se sembrano assurdi solo perchè si sa che venderanno)
  • parla di sesso? (il sesso vende sempre)
  • e solo alla fine si valuta la qualità reale del libro

è così che ci troviamo con librerie strapiene di volumi che suscitano orrore e raccapriccio, ma che paradossalmente vendono, con signore/i che ti strizzano l’occhio e dicono “provalo”, con librai che ti guardano storto ma ti procurano lo stesso il libro.

Dall’altro lato ci sono i premi letterari, ad esempio il premio Calvino, la qualità dei volumi che escono da questo concorso è indubbia, a mio avviso sono migliori anche dei vincitori del premio strega, che mi riporta al libro che si stampa perchè vende.
Vincere un premio come lo strega assicura le vendite, ma quest’anno ha vinto

Edoardo Albinati. La scuola cattolica. Rizzoli

un libro che sarà grande quanto “il signore degli anelli”, o “Guerra e pace” ed eccoli lì i lettori dei premi, che di fronte a questo libro (che va letto per fare i colti con gli amici) si intimidiscono e chiedono “ma sicuro che è così grosso?”

Si lò è: un libro può vincere un premio anche se misura più di 400 pagine, e posso giurare:

Non si muore per aver letto un libro di più di 1000 pagine!

 

 

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